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Interessante la linea sviluppatasi in Italia, che vede nei suoi maggiori esponenti, quali Leonardo Sciascia, Giorgio Scerbanenco e Loriano Macchiavelli, uno stile di scrittura in grado di metter in crisi schemi e convenzioni propri del poliziesco classico. E’ all’interno di questo fermento culturale che si sviluppa la scrittura di Massimo Carlotto, il quale risente molto anche del lavoro portato avanti dai francesi Jean-Patrick Manchette e Jean Claude Izzo, senza dimenticare l’apporto fondamentale delle teorizzazioni fornite dal tedesco Ernst Mandel.

Leggere il paese: dalla crisi al conflitto. Nella prima sessione Marco Amici tenta di specificare nessi e differenze interne ai meccanismi che qualificano, attraverso la lente del genere letterario, il poliziesco, l’hard-boiled e il noir, riflettendo insieme a Massimo Carlotto circa la struttura classica costituita da tre costanti: crimine, indagine e soluzione. L’effetto consolatorio che deriva da tale meccanismo è ciò che viene messo in crisi dal noir. Non ci sarà un ordine da ristabilire e l’impossibilità di individuare bene e male giusto e sbagliato sono caratteristiche immanenti di quest’ultimo. E’ un funambolo lo scrittore che oggi vuole narrare il presente attraverso il noir. E lo scrittore che non si accontenta più di narrare la crisi, ma di seguire gli effetti conflittuali che essa ha generato, è lo scrittore che sa mixare i più differenti generi letterari smarcandosi dall’impianto ideologico-formale del poliziesco classico. Respiro Corto è il romanzo di transizione dalla crisi al conflitto, dal genere ai contenuti. Siamo di fronte ad una realtà che, per essere raccontata, va vista da punti di vista inediti e obliqui, interni alle organizzazioni criminogene, organizzazioni potenti che innervano molte parti della nostra società. Il connubio con la fiction è un elemento ulteriore che da un lato difende lo scrittore da querele di chi si riconosce nei personaggi malvagi, dall’altro è l’elemento sovra individuale in grado di costruire un immaginario collettivo altro, capace  di insinuarsi a lungo nella mente del lettore.

L’hard-boiled dell’Alligatore. In questa seconda sessione Amici e Carlotto si concentrano sui tre  personaggi della fortunata serie dell’Alligatore, Marco Buratti, Beniamino Rossini e Max la Memoria, e ciò che scopriamo assume un carattere sorprendente per la capacità dello scrittore padovano di mettere a valore la propria dolorosa esperienza in carcere.
Senza adottare uno stile introspettivo e psicologico Carlotto mette in scena le procedure d’indagine in un contesto particolare: “mi interessava l’illegalità dell’indagine, l’illegalità dei metodi, l’uso della violenza…” , “nello stesso tempo, però, avevo anche il chiaro obiettivo di concentrarmi sulla dimensione sociale del racconto e di proporre delle indagini e soluzioni non istituzionali”.
E’ però l’incontro con la scrittura di Jean-Claude Izzo che segna la svolta politica del lavoro di Carlotto, sviluppando ciò che fu importante per lo scrittore francese: “raccontare la globalizzazione e le trasformazioni criminali che fanno riferimento ad essa”.
Il neoliberismo e le culture del sud del mondo sono il mix esplosivo che darà, in tal modo, vita ad un genere inedito, il noir mediterraneo, costruzione culturale che ha avuto notevole successo tra le fila degli scrittori italiani contemporanei e non solo, grazie anche alla proliferazione di Festival di letteratura ad esso dedicati.

Noir. “La carogna dell’alligatore galleggiava a pancia all’aria”. L’esplicativo incipit di Arrivederci amore, ciao apre la terza parte dello scambio intrapreso da Amici e Carlotto, mettendo a fuoco il cambiamento di fase avvenuto nell’opera carlottiana. Abbandona completamente il giallo e l’hard-bolied per abbracciare, rovesciandolo, il noir. Storie di cattivi vincenti, personaggi malvagi oltre ogni limite che proprio per questo hanno le carte in regola per sfondare nell’odierna società contemporanea. Giorgio Pellegrini, protagonista di Arrivederci amore, ciao e Alla fine di un giorno noioso è la sintesi di tanti uomini conosciuti realmente da Carlotto e che sbattono in faccia al lettore gli errori della generazione sognatrice e sconfitta di cui fece parte lo stesso scrittore. La strumentalizzazione dell’impegno politico da parte di uomini meschini se non è stata la regola all’interno del movimento degli anni Settanta non è stata nemmeno un’eccezione. E questi uomini sono quelli che più facilmente riescono a fare successo nella spietata società neoliberista. Carisma, spietatezza, nessun senso del limite, qualità che rendono irresistibile un personaggio che, a detta dello stesso autore, è entrato nei sogni erotici di molte lettrici.
E ancora Niente più niente al mondo, Perdas de Fogu, L’oscura immensità della morte danno forma ad un lavoro capace di indagare la violenza dell’uomo sull’uomo da diverse angolature. Ma non posso svelare tutto!

Contenuti, generi, sconfinamenti. Quarta e ultima sessione. Respiro Corto, ultima fatica dello scrittore ai tempi della conversazione, è il romanzo di transizione dalla letteratura della crisi alla letteratura del conflitto. Un tentativo di far deflagare molti degli elementi teorici cari a Carlotto. Globalizzazione, governance della criminalità organizzata, trasformazione culturale manageriale di essa, traffico di droga da Ciudad del Este a Marsiglia, mutazioni antropologiche accompagnate da mutazioni economiche, raccontano un mondo in cui il conflitto tra forze feroci è già da tempo dispiegato, ma di cui pochi fanno menzione.
E il romanzo è solo un primo tentativo, l’inizio di un percorso inedito che ha portato Carlotto a volere fortemente una collezione di romanzi in divenire, curata per la casa editrice E/O, che prende il nome di Sabot/Age, in onore dello zoccolo che usavano gli operai per sabotare le macchine delle fabbriche quando i ritmi di lavoro diventavano insostenibili per il corpo umano. Sabotare la macchina della menzogna, metafora attiva di un’etica che ricorda le parole di Sciascia, che amava usare “i colpi di penna come colpi di spada”.

La ricchezza del testo non si limita a questi brevi accenni, e ogni lettore, che sia uno studioso di letteratura o un appassionato di noir, troverà chiavi di lettura capaci di aprire un forziere pieno di inediti tesori, e comprendere la complessità narrativa impastata dalle sapienti mani di Massimo Carlotto.

(pubblicato su www.romanoir.it il 17.04.2013)

   


Roma Noir 2010
Scritture nere: narrativa di genere, New Italian Epic o post-noir?

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2010)



Concorso Letterario
Roma Noir 2010
per tre racconti inediti


Vincitori

1° classificato
Etica professionale
di
Marica Petrolati

2° classificato
Pisana
di
Stefano Cicerani

3° classificato ex aequo
Cuore fiore amore
di
Angela Cutrera

3° classificato ex aequo
Siracusa, 1608
di
Maria Lucia Riccioli


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