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Ma si è solo all'inizio e seguendo Saviano nei suoi attraversamenti della periferia, del porto, del suburbio, ci apprestiamo a conoscere una realtà scomoda, troppo spesso edulcorata e appiattita dal minimalismo morale dei media e dell'opinione pubblica, ma che nella pagina di Saviano si presenta con la forza della descrizione, col coraggio dell'enunciazione. Ci si ritrova a percorrere i loschi movimenti del made in italy e della contraffazione, i luoghi decisionali del mercato degli stupefacenti e i rituali di aggregazione e disgregazione di cosche, cartelli e associazioni a delinquere.
Non ha timore, Saviano, e con estrema lucidità e precisione elenca fatti e misfatti, il più delle volte grotteschi, in cui le azioni criminali, omicidi, rappresaglie, torture, vendette, sono mostrati nella loro scellerata logica di potere. Si tratta di veri e propri microcosmi, segmenti della stessa geografia malavitosa, che si esplica nelle più disparate forme, ma soprattutto nell'emulazione, da parte dei camorristi, dei simboli della cultura popolare. Così i gangster di Quentin Tarantino, le figure di culto della cinematografia hollywoodiana diventano veri e propri modelli comportamentali: da Il padrino a Scarface , da Il Corvo ai ninja movie.
Nel grande universo del “Sistema” c'è posto anche per le donne. Siano esse oscure virago, pari ai più temuti boss, o madri protettive, compagne dalla spiccata intelligenza o ragazzine malavitose esse occupano posizioni predominanti. Esse partecipano e prendono decisioni delle più rilevanti, si scontrano spettacolarmente con le forze dell'ordine, combattono, uccidono e vivono con inappuntabile responsabilità e senso del dovere il loro ruolo spesso fatto di violenza e sangue.
Ma non bisogna dimenticare che la narrazione che Saviano fa del sistema camorra viene dalla più agghiacciante realtà, trascinando il lettore in una sorta di giocoforza tra la potenza immaginifica dei nomi e soprannomi, degli eventi atroci, delle azioni infami e l'agghiacciante constatazione della loro veridicità e attualità.
È qui che si arriva al secondo riscontro, quello investe la forma adottata da Saviano. Si potrebbe facilmente giudicare Gomorra un eccezionale rapporto cronachistico e il suo giovane autore un bravo giornalista ma, in questo caso, non avremmo compreso il reale valore di questo libro. Valore che sta nell'utilizzo, da parte di Saviano, di una forma ibrida, non certo di docu-fiction, come parte della critica si è affrettata a definirla, bensì una vera narrazione letteraria, fatta di metafore, descrizioni immaginifiche, chiarezza e rapidità della parola.
In definitiva l'eccezionalità di Saviano sta nella originale capacità, di raccontare la realtà criminale e espanionistica dei clan del napoletano e del casertano, utilizzando abilmente uno stile energico e del tutto letterario, rimanendo fuori dal mero chiacchiericcio e dal clichè che troppo spesso gela l'opinione pubblica su certi stereotipi, del tutto controproducenti nella valutazione di un fenomeno complesso e multiforme quale la realtà malavitosa campana.

(pubblicato su www.romanoir.it il 28.02.2007)

   


Roma Noir 2006
Modelli a confronto:
l'Italia, l'Europa, l'America

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2006)

Descrizione

 

 

Che cos'è
Roma Noir

 


Concorso Letterario
Roma Noir 2007
per tre racconti inediti

Vincitori

1° classificato
Cuori Solitari
di
Valeria Raimondi

2° classificato
Il Perdono
di
Alessandro Morbidelli

3° classificato
Sequenza in nero
di
Marica Petrolati


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