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Il ritorno del Duca è però qualcosa di diverso da una semplice “risurrezione” testuale. A una prima occhiata sembrerebbe qualcosa di meno importante, visto che la figura di Lamberti, prestata a tanti episodi tra loro disomogenei (per qualità e stile), non partecipa a un romanzo autonomo, e quindi a una storia autonoma, con una vita autonoma. Eppure il volume, nel suo dichiarato valore di tributo, non solo convalida l'attualità di un personaggio, il Duca, appunto, ma riconferma il ruolo-guida che Giorgio Scerbanenco continua a svolgere tra le più giovani generazioni di scrittori di genere. Scerbanenco è diventato il maestro del giallo italiano, il grande padre da cui attingere; e lo ha fatto grazie a quel suo meticoloso, ossessivo, feroce sguardo sul mondo, a quel suo saper creare atmosfere e vicende capaci di esplorare, con un perfetto equilibrismo della parola, le più cupe potenzialità del detective novel. Libri come I ragazzi del massacro, I milanesi ammazzano al sabato o Traditori di tutti, che non a caso vinse nel 1968 il prestigioso Prix de la Littérature Policière, colpiscono oggi per la loro prosa asciutta e matematica, per gli affilati meccanismi che regolano la narrazione, ma anche per la ruvidezza con cui è rappresentato un mondo, quello dell' «inurbamento a tappe forzate» e dell' «industrializzazione selvaggia», che soprattutto nella Milano del dopo boom conobbe le sue più spietate e traumatiche contraddizioni.
Ma c'è di più: il libro curato da Orsi non è solo un tributo a un maestro. Nella prima parte, infatti, oltre a un breve carteggio epistolare con Giovanni Calcaterra (datato giugno '68), vengono pubblicate le trame di due romanzi mai realizzati – I pulcini e il sadico e Le sei assassine (di quest'ultimo anche il primo capitolo) –, che l'autore aveva pensato di dedicare nuovamente a Duca Lamberti. In questo modo la scrittura di Scerbanenco, in un singolare cortocircuito temporale, si presta a fare da controcanto agli altri racconti contenuti nell'antologia, amplificando in tal modo anche l'idea di continuità e di passaggio di testimone che il volume intende trasmettere. E così il Duca, ora alle prese con uno psicanalista (Duca e il professore), ora imbarcato «su una nave da crociera nel Mediterraneo» (Duca Lamberti in crociera), ora coinvolto in storie di omosessualità (Duca e l'invertito), di eutanasia (L'anniversario) o di circoli neonazisti (Temendo l'inverno imminente), si sottopone a una pratica di moltiplicazione che lo arricchisce di sfumature insolite, al punto da dare l'impressione, al lettore, che si sia ormai scollato dalla paternità autoriale e sia in grado di procedere da solo. O meglio: attraverso la penna di altri scrittori, di altri diversissimi “figli” di Scerbanenco.

(pubblicato su www.romanoir.it il 14.05.2007)

   


Roma Noir 2006
Modelli a confronto:
l'Italia, l'Europa, l'America

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2006)

Descrizione

 

 

Che cos'è
Roma Noir

 


Concorso Letterario
Roma Noir 2007
per tre racconti inediti

Vincitori

1° classificato
Cuori Solitari
di
Valeria Raimondi

2° classificato
Il Perdono
di
Alessandro Morbidelli

3° classificato
Sequenza in nero
di
Marica Petrolati


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