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Per restare nell'ambito italiano, sono lontani i tempi in cui l' hard-boiled duro e crudo “all'americana” era fenomeno d'importazione ben distinto dai più tranquilli e autoctoni “gialli”, dal polar francese o dalla detective novel inglese. Oggi il nero è un modello narrativo radicato al punto da acquistare una vistosa preminenza nel mercato editoriale in termine di autori, titoli, vendite. Anche all'estero ci si interroga sul caso italiano, a cui l'Università belga di Anversa ha dedicato due settimane fa un mega-convegno: scrittori già noti propongono in continuazione nuovi titoli, giovani esordienti si sperimentano per questa via. Accanto ai gruppi storici (la milanese Scuola dei Duri , il bolognese Gruppo 13 , il romano Neonoir ) sono nate esperienze regionali e si parla di un noir ligure, siciliano, napoletano. Un autore su tre è italiano, come ha dimostrato Massimo Mongai su “Il Falcone maltese”, la principale rivista dedicata al genere.
Il noir /poliziesco si pubblica e si vende, lo si è capito fin dai primi anni Duemila quando gli editori, piccoli e grandi, si sono affrettati a moltiplicare le collane dedicate (da Einaudi a Marsilio, da Fanucci a Robin). Il pubblico gradisce e compra. Forse il fenomeno si esaurirà ma per ora non si vedono tracce di inversione di una tendenza che deborda nel campo della fiction televisiva (e/o da essa trae alimento, in una sorta di sinergia): nel 2004, considerando solo le 6 reti nazionali (escludendo il satellite, su cui esiste anche un canale dedicato, FoxCrime), il “poliziesco - giallo” copre circa il 70% dei telefilm.
Un semplice sguardo ad alcuni titoli recenti non solo descrive lo stato del mercato ma fa luce sulle principali tendenze interne al genere. L'ultima classifica delle vendite vede nei top ten ben cinque romanzi gialli/neri: Le ali della sfinge di Camilleri, nuova avventura di un Montalbano sempre più amareggiato per il degrado del Paese; Fuori da un evidente destino di Faletti, storia di delitti innaturali in una riserva Navajo dell'Arizona; Come Dio comanda di Ammaniti, un poderoso romanzo di sangue (l'unico noir in senso stretto) ambientato in un'Italia contemporanea malata di consumismo; Donne informate sui fatti di Fruttero, polifonica ricostruzione ad otto voci di un omicidio torbido e oscuro; Ragionevoli dubbi di Carofiglio, terza investigazione dell'avvocato Guerrieri.
In classifica troviamo dunque: un romanzo di un autore vissuto come un “classico” (Camilleri); un testo di detection non propriamente noir , di un personaggio extravagante nel mondo letterario (Faletti) che con Io uccido aveva sbaragliato le cifre delle vendite (si parla di due milioni di copie); un'opera, densa, “alta”, complessa di uno scrittore (Ammaniti) il cui percorso, nato all'interno delle “nuove scritture” degli “ under trenta” degli anni ‘90 (con annessi sperimentalismi e incursioni “cannibaliche”), lo aveva imposto con Io non ho paura ; il ritorno di un autore (Fruttero) che con Lucentini era stato uno dei protagonisti del giallo di grande tradizione letteraria. Infine Carofiglio, il magistrato barese esponente di punta della new wave del legal thriller all'italiana, ormai molto folta, annoverando anche Giancarlo De Cataldo, Domenico Cacopardo e Michele Giuttari. E ancora Riccardo Targetti, pm a Milano, Alessandro Cannevale e Sergio Sottani, pm a Perugia.
Si tratta appunto di cinque sottogeneri del vasto contenitore nero/poliziesco. Se poi guardiamo ad altre uscite, si completa il panorama del genere. Cominciamo dalla saggistica. Vanno citati per lo meno due titoli opposti per impianto, il primo storiografico e il secondo di saggistica criminologia: Un secolo in giallo di Maurizio Pistelli (Donzelli), accurata e poderosa (400 pagine) storia del poliziesco italiano che si impone come un punto di riferimento essenziale per gli studi sul genere, finora privi di un saggio aggiornato e complessivo, e Triangoli diabolici di Aldo Musci e Marco Minicangeli (Stampa Alternativa) un piccolo e stuzzicante libro che analizza alcuni casi celebri, alla ricerca di una definizione delle pulsioni che spingono gli amanti al delitto. Interrogandosi sul “triangolo amoroso” visto come un potente archetipo del Male, gli autori fanno emergere dalle pagine ingiallite dei giornali e dai nostri ricordi Rina Fort, i coniugi Bebawi, Gigliola Guerrinoni e Ettore Geri, Elena e Gianluca Fioroni. Tema simile ma diverso nella proposta offre La nera di Carlo Lucarelli (nuovamente sugli schermi televisivi con “Milonga station” e a febbraio con “Blu notte”) e Massimo Picozzi (Mondadori), una lunga panoramica di foto segnaletiche e immagini rubate durante i processi: lo scrittore e il criminologo raccontano e interpretano la storia fotografica del delitto, dalla Fort al caso di Cogne.
Ma perché gli scrittori scelgono le vie del “nero”, spesso frequentando i territori più oscuri e orrorifici, popolati di gesti gratuiti deliranti? Il lettore curioso (o perplesso) troverà alcune risposte in Bloody rainbow (Halley) di Alda Teodorani, una delle protagoniste del Neonoir , dagli anni '90 definita “Regina Nera” o “Dark Lady” del noir italiano, che conduce il lettore nel suo laboratorio di scrittura attraverso racconti, qui presentati con un commento finale, nonché con una serie di interviste in cui spiega la ragione poetica ma anche emozionale delle sue scelte narrative.
La spinta alla comprensione del fascino esercitato dal Male assoluto si tematizza e si fa forma- romanzo con Critica della ragione criminale di Michael Gregorio (Stile Libero) giocato sull'esistenza di un manoscritto maledetto di Kant. Nella Prussia del 1804, fra maghi, soldati, spie, il giovane Stiffeniis, antico allievo del grande filosofo, indaga su delitti atroci. Facile prevedere il successo per l'ultimo nato del fiorente filone del thriller storico (da Q di Luther Blissett alla trilogia di Dante di Giulio Leoni), in attesa del nuovo romanzo di Lucarelli annunciato per l'inizio del 2007, ambientato in Eritrea a fine '800.
Rimane l'usuale interrogativo sul perché del successo del genere. Una risposta parziale è che il pubblico non vive più il giallo - nero come letteratura di serie B: è mutato il concetto di letterarietà del lettore che forse ama del nero la capacità di descrivere il lato oscuro del reale che sta fuori e dentro di noi. Il noir non è solo un'atmosfera o uno schizzo di sangue. Ha per oggetto e soggetto la psiche umana: quella dell'assassino e quella del lettore.

(pubblicato su “Liberazione”, 26. 11. 2006)

   


Roma Noir 2006
Modelli a confronto:
l'Italia, l'Europa, l'America

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2006)

Descrizione

 

 

Che cos'è
Roma Noir

 


Concorso Letterario
Roma Noir 2007
per tre racconti inediti

Vincitori

1° classificato
Cuori Solitari
di
Valeria Raimondi

2° classificato
Il Perdono
di
Alessandro Morbidelli

3° classificato
Sequenza in nero
di
Marica Petrolati


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