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Passato, presente e chissà è un libro che non si ferma mai. In cui il lettore si ritrova immediatamente compreso, naturalmente immedesimato nella figura di Sarti Antonio, sergente, un “poverocristo” solo e deluso, fondamentalmente inetto, colitico bevitore di mille caffè, disposto però a battersi contro tutti e tutto rischiando più volte la vita, pur non perdendo mai la propria controversa e umana antieroicità.
Ambientato nel Pilastro della Bologna anni Settanta, “uno dei quartieri più malfamati della città […] non per colpa di chi l'abitava, ma per colpa di chi l'aveva trasformato in ghetto”, il romanzo racconta la storia di un doppio mistero: la scomparsa di tre preziosissime monete antiche, la cui custodia era stata affidata a Sarti Antonio; e la morte violenta di Claus, un ragazzino di undici anni nato e cresciuto al Pilastro, grande amico di Sarti, sparato alla nuca con una carabina.
Sarti Antonio, sergente, che di solito passa le sue cupe, inutili giornate percorrendo ossessivamente, avanti e indietro, le strade ondulate e ambigue del malfamato Pilastro, con l'auto ventotto della polizia guidata dal cinico, robotico Felice Cantoni, agente (la cui unica ragione di vita è una passione maniacale per le automobili), si ritrova di colpo immischiato in un arcano terribile, divorato da un enorme senso di colpa. Il piccolo Claus e Sarti Antonio erano amici, ma al Pilastro gli amici della polizia sono considerati dei traditori. Ciò significa che Claus è morto per causa sua?
Con questo terribile peso nel cuore, Sarti Antonio parte, cocciuto e addolorato, alla ricerca della verità, osteggiato dal suo capo Raimondi, corrotto e arrivista, coadiuvato soltanto da Rosas, suo insostituibile alter ego, studente sessantottino eversivo e acuto, con il quale Sarti ha un rapporto di odio amore, poiché Rosas è il suo opposto in tutto e per tutto, ma è anche il suo unico, vero amico.
L'indagine, raccontata con misto di ironia, affetto e indignazione per la cinica corruzione del Sistema dall'io narrante (un giovane, ribelle Loriano Macchiavelli che qui si tramuta, pur non rivelandosi mai del tutto, in autore-padre magnanimo e affezionato del suo pupillo Sarti Antonio), condurrà Sarti tra i vicoli cupi del Pilastro, dove droga, violenza e solitudine sono di casa – ma forse solo come voluta conseguenza di una politica di ghettizazione –; e poi su, per le stradine di montagna, strette ma “genuine”, del paesino natale di Lucia, la madre di Claus, dove la donna si è rifugiata per sfuggire all'alienazione della Bologna ormai deserta e al dolore straziante della perdita; e ancora giù, nella “grassa città rossa”, nella Bologna bene dei ricchi imprenditori e dei politici collusi con la polizia e con la malavita.
Loriano Macchiavelli che, insieme a De Marchi, De Angelis e Scerbanenco, ha creato il nero italiano più di trent'anni fa, racconta qui una Bologna noir . La racconta con voce scattante, ipnotica, con tono assieme drammatico e ironico (perché “la vita è ambiguità”), mai buonista o demagogico, con un linguaggio diretto, popolare (soprattutto nei dialoghi), affabulatorio, con momenti dolorosamente lirici e piglio snello ma efficace nel vivace affresco delle ambientazioni e delle emozioni. La racconta in una selva di personaggi-macchietta incastonati nelle proprie monomanie e arroccati, aggrappati, alle loro cupe certezze e alle loro ottuse normalità . La racconta attraverso lo stupore per un mondo non umano, lo stesso stupore adirato che l'io narrante grida contro le stragi di stato e la strategia della tensione, i cui cupi giochi di potere fanno da sfondo terribile a tutto il romanzo. Lo stesso stupore che allaga gli occhi grandi del bambino morto, colpevole solo di abitare “un mondo incredibile che non lascia spazio al più piccolo ragionamento. Che soffoca. Che uccide. […]
Qualcuno dovrà pagare.”

(pubblicato su www.romanoir.it il 27.02.2007)

   


Roma Noir 2006
Modelli a confronto:
l'Italia, l'Europa, l'America

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2006)

Descrizione

 

 

Che cos'è
Roma Noir

 


Concorso Letterario
Roma Noir 2007
per tre racconti inediti

Vincitori

1° classificato
Cuori Solitari
di
Valeria Raimondi

2° classificato
Il Perdono
di
Alessandro Morbidelli

3° classificato
Sequenza in nero
di
Marica Petrolati


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