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Queste parole di Alda Merini, tratte da una lunga intervista di Vincenzo Mollica inserita in Più bella della poesia è stata la mia vita (Einaudi Stile libero/video 2003), sembrano anticipare i contenuti del suo ultimo libro. La poetessa - prima italiana candidata per il Nobel dall'Académie française nel 1996 - traccia, attraverso una forma romanzo molto simile al trattato filosofico, un percorso che conduce fino ai sentieri scoscesi e violenti della psiche umana.
La nera novella è un “romanzo a frammenti” all'interno del quale le apparizioni e le riflessioni sulla poetica del crimine - che vengono a costituirsi attraverso l'accesso ad un linguaggio razionale e sibillino al tempo stesso – trovano una loro organicità nella comune volontà d'investigare sul male. L'opera della Merini è un vero e proprio deposito di sensazioni, suggestioni e ricordi, solo apparentemente accidentali, che improvvisamente però lasciano intravedere una lucidità di pensiero spiazzante.
Il racconto scarno ma impreziosito dalle meravigliose foto di Giuliano Grittini - l'adorato fotografo personale della poetessa - muove dal ritrovamento di una tibia. Da questo singolare episodio inizia il lungo e contraddittorio flusso di pensiero sull'architettura del delinquere, che sfocia talune volte in esilaranti citazioni d'accadimenti personali - frutto di una mania di persecuzione - che hanno come protagonisti persone realmente esistite. E' così che grazie ad un controllato delirio gli amanti vicini di casa diventano spietati assassini da spiare e pedinare, o come il traditore Titano - il clochard incontrato sulle panchine di Milano - ospitato realmente dalla Merini per proteggerla da potenziali criminali, muore ingoiando il portinaio dopo una colluttazione.
La narrazione in prosa della quotidianità della poetessa, diventa luogo d'incontro del razionale e dell'irrazionale, del conscio e dell'inconscio. La protagonista è l'autrice stessa, un io narrante che da voce ai continui sospetti che abitano la sua mente.
Spesso Alda Merini ha ricorso alla prosa - L'altra verità. Diario di una diversa (prima edizione Scheiwiller 1986, nuova edizione Rizzoli 1997), Il tormento delle figure (il Melangolo 1990), Le parole di Alda Merini (Stampa alternativa 1991), Delirio amoroso (il Melangolo 1989 e 1993 ), La pazza della porta accanto (Bompiani 1995), La vita facile (Bompiani 1996), Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi (Rizzoli 1998), Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni sessanta (Scheiwiller 1999) - soprattutto per raccontare l'inferno dell'internamento manicomiale.
Anche in La nera novella è vivo e presente il ricordo del ricovero in manicomio. Questa esperienza l'ha segnata profondamente ma al tempo stesso si è rivelata utile, in quanto ha costituito un importante punto d'osservazione da dove ha potuto conoscere a fondo la cattiveria e la tendenza al male, quella componente di criminalità che si cela negli strati più oscuri dell'animo umano.
La grande poetessa, scoperta da Giacinto Spagnoletti, racconta ciò che sente - perché, come dice lei stessa «il delitto perfetto non si vede, ma si sente nelle viscere» - dall'interno della sua casa, un modesto appartamento in Ripa Ticinese nei pressi del Naviglio.
Una casa, la sua, che nasconde molti segreti così come la gente che abita quel anfratto suggestivo di una Milano grigia e misteriosa.

(pubblicato su www.romanoir.it il 17.10.2007)


   


Roma Noir 2006
Modelli a confronto:
l'Italia, l'Europa, l'America

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2006)

Descrizione

 

 

Che cos'è
Roma Noir

 


Concorso Letterario
Roma Noir 2007
per tre racconti inediti

Vincitori

1° classificato
Cuori Solitari
di
Valeria Raimondi

2° classificato
Il Perdono
di
Alessandro Morbidelli

3° classificato
Sequenza in nero
di
Marica Petrolati


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