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Sceneggiatore e attore della Royal Shakespeare Company qui al suo primo romanzo, Jonny Glynn racconta una storia di puro terrore. Racconta con una scrittura densa come sangue, un ritmo isterico e compulsivo, uno stile alternato, mescidato, sbocconcellato e interrotto, franto come la realtà, ma anche profondamente lirico, intimistico, e spesso iperrealista nei dettagli di sangue. Una scrittura fatta di appelli diretti a un tempo al lettore e all'io narrante, incontri con uomini urbani dai risi maligni, lunghe tirate di budella, brandelli di arti, bulbi oculari, il tutto filtrato dall'orrore mentale che pervade l'anima del suo protagonista. Glynn racconta, con il pretesto di un noir all'ultimo avanzo di carne, un romanzo di alienazione e di solitudine. Disperato e sporco. Senza uscita.
Peter Crumb, protagonista doppio di questo libro sconsacrato, scrive la sua storia nel mentre dello svolgersi degli avvenimenti. È il suo alter ego cattivo, cinico, spietato , l'Altro-da-sé che ha sempre vissuto addormentato nel suo corpo e che ora, dopo l'Evento Terribile, ha preso improvvisamente possesso dell'intera esistenza di Crumb, a comandargli di scrivere questa storia e, a monte della scrittura, a ingiungergli di compiere una serie di omicidi. Dal primo giorno della settimana che sancisce l'inizio del doppio Peter lunedì , sino all'ultimo giorno domenica, il giorno del Signore , la seconda anima di Peter, cattiva e anaffettiva, dirige e governa la sua prima anima, timida e schiva, paurosa, succube del mondo. Dal primo giorno della settimana, un lunedì che esplode sulla pagina del libro e sulle prime pagine dei giornali con una deflagrante presenza e un peso fisico e mentale resi espliciti anche dalla veste editoriale del volume volutamente curata nel dettaglio che si fa specchio fisico dell'orrore del protagonista, Peter Crumb vive una dissociazione mentale sempre più incalzante, conscio che questo è l'inizio della fine. Che questi sono gli ultimi sette giorni di Peter Crumb.
In un romanzo nero vergato al vetriolo che diventa denuncia sociale e critica al sistema e alla fitta rete di minute, stucchevoli, malefiche relazioni interpersonali, fatte di convenevoli, buone maniere, sorrisi fittizi spesso causa primaria della morte delle vittime di Crumb , Jonny Glynn racconta la disperazione di essere soli, la perfidia del prossimo tanto più perfido quanto più è prossimo , l'ottusa alienazione urbana e suburbana di una Londra fumosa e grigia squarciata da spicchi di sole innocente, dolorosamente umano, quasi divino. Racconta l'incapacità dell'essere umano di reagire allo scempio quotidiano cui è continuamente soggetto e di cui non può essere artefice, ma solo destinatario. E vittima.
Vittima di eventi, come quello che ha sancito la fine del primo Peter Crumb e l'inizio del regime assoluto del secondo pessimo e sanguinario, ma anche unico vero amico di se stesso e dell'Altro-da-sé , disastrosi e improvvisi, ma inevitabili. Eventi che irrompono nelle vite più o meno felici di cittadini alla disperata ricerca di una tiepida felicità. Eventi che stracciano famiglie, sogni, amori e amicizie, e piccole vite di piccole figlie troncate di netto dalla faccia della terra, come non fossero mai esistite. E ghiaccioli alla fragola.
È da qui che è iniziato tutto, è questo l'Evento Terribile che scaraventa Peter Crumb sul pulpito di tutti gli altari del mondo, a sputare odio sugli esseri umani. A gridare aiuto nell'unico modo che conosce: con coltelli, cacciaviti, botte, sangue, e membra strappate. Sporco dovunque, che poi uno dei due Peter si mette a pulire.
Ma cosa è successo? Qual è l'enorme colpa di cui Peter si è macchiato, colpa per la quale si è autocondannato all'agonia e alla morte? E soprattutto, cosa succederà alla fine della settimana, alla fine degli ultimi sette giorni di Peter Crumb?
Un romanzo agonico e spietato, un lungo sanguinario encomio funebre. Un romanzo doppio doppia l'anima di Peter Crumb, doppio il registro, volgare e aulico, dello scrittore, doppio il riscontro emotivo del lettore nei confronti del protagonista, doppio il codice comunicativo, di forte impatto visivo e linguistico. Un romanzo al quadrato. In cui anche il tempo dell'avventura, intrecciato con e intessuto direttamente nella narrazione, dondola avanti e indietro, di modo che il presente ricostruisca il passato ricostruisca il presente. Un presente che lascia trapelare, pagina dopo pagina, in piccole dosi, come un potente barbiturico, la vicenda terribile che ha scatenato la storia. Il bisogno di scrittura di Peter. La necessità dell'autore di mettersi nelle mani del suo protagonista, esplicitando a livello di fabula il processo compositivo della scrittura. Sto scrivendo, dice Peter Crumb, spesso al buio, in squallidi parcheggi, braccato non tanto dal mondo quanto da se stesso, jolly impazzito di una società dissociata e capovolta, senza più alcuna regola né protezione. In cui un pazzo venuto dal nulla può spezzare una vita, così, come si mangia il pane. In cui un pazzo pluriomicida che un tempo aveva una moglie e una figlia, e che ora parla da solo e con sé litiga , può diventare un eroe.

(pubblicato su www.romanoir.it il 15.10.2007)



   


Roma Noir 2006
Modelli a confronto:
l'Italia, l'Europa, l'America

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2006)

Descrizione

 

 

Che cos'è
Roma Noir

 


Concorso Letterario
Roma Noir 2007
per tre racconti inediti

Vincitori

1° classificato
Cuori Solitari
di
Valeria Raimondi

2° classificato
Il Perdono
di
Alessandro Morbidelli

3° classificato
Sequenza in nero
di
Marica Petrolati


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