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Leggendoli sembra quasi di intravedere l'ironia dei migliori cannibali ma senza il loro tipico divertissement vitale e giocoso. Intendiamoci, il sangue, il cibo e la fisicità intesa come carne, tessuti e mutilazioni rimangono ancora il pretesto per rappresentare il grottesco nel quotidiano attraverso quei non luoghi di transito che già Marc Augé ha definito ampiamente: l'ampia sede di un call center erotico piuttosto che la piazza o l'aeroporto, il bar piuttosto che la stazione. Pakarov però va oltre. Egli, quasi emulando il processo artistico della fotografa americana Diane Arbus, opera un lavoro di ricerca e reperimento anche all'interno delle abitazioni, introducendosi nei mesti nuclei familiari, nelle palazzine e frequentando vie e viuzze della zona suburbana.
È comunque la notte la vera protagonista dei migliori racconti. Non la notte adriatica e luminosa, dove tutto può accadere e accade, ma la notte delle elucubrazioni alla Bukowski, dei passages di Brassaï e di Breton, popolata da reietti, falliti, donne e uomini vinti ma elegantemente noncuranti. Da Omicidio al bar a Über alles da Anestetico sociale a il secondo giro sembra che i personaggi di Pakarov affrontino il peso schiacciante e alienante della vita metropolitana con totale disinteresse e con lo sforzo minimo necessario a sollevare il bicchiere per portarlo alle labbra. Non amano, non lavorano, non vivono nessuna delle passioni umane ma sono rivestiti di un'aura luminosa che li rende di culto, posizionandosi tra i vagabondi del Dharma di Kerouack e un assolo indiavolato di John Coltrane. Racconti come chatshock.com e Niño, sono emblematici in questo senso, rappresentando infatti due esempi di umana sconfitta, all'interno delle due sfere di genere uomo/donna. Sconfitta sempre surrogata dalla mutilazione sia essa emozionale (l'abbandono della donna amata) o fisica (la perdita della gamba a causa di uno scellerato incidente), riscattate non da un senso superficiale di rivalsa ma da una dolorosa e per questo vitale presa di coscienza della propria condizione di impotenza.
E la violenza? Sia essa finalizzata alla morte o al semplice dolore fisico è vissuta sempre con una certa dose di irritabilità, come se rappresentasse il riscatto o il premio per aver assolto al muto contratto sociale di rispetto verso l'alterità a noi più prossima. Ecco quindi che nei racconti di Pakarov l'atto violento si consuma in parallelo all'atto sessuale, sull'irritante canarino in gabbia, in famiglia, spesso e volentieri tra le mura domestiche.
In definitiva si tratta di una buona prima prova da parte di Luca Pakarov che nonostante una certa corsa alla citazione e una forse troppo dichiarata cura dei modelli (siano essi Bukowski, la Beat Generation, la cultura del blues, o trasversalmente il pulp) riesce a restituire al lettore una reale sensazione di spleen e malinconia tipica dell'imperfezione quotidiana.  

(pubblicato su www.romanoir.it il 06.09.2007)

   


Roma Noir 2006
Modelli a confronto:
l'Italia, l'Europa, l'America

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2006)

Descrizione

 

 

Che cos'è
Roma Noir

 


Concorso Letterario
Roma Noir 2007
per tre racconti inediti

Vincitori

1° classificato
Cuori Solitari
di
Valeria Raimondi

2° classificato
Il Perdono
di
Alessandro Morbidelli

3° classificato
Sequenza in nero
di
Marica Petrolati


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