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Tra l'uccisione di due poliziotti sospettati di aver ricevuto una soffiata, l'incontro con una banda di albanesi che vogliono allargare le loro attività criminali, e il ricordo dei fratelli morti, Giuliano compie il suo viaggio per le strade d'Italia e attraverso la sua coscienza, fino a capire che «tutto accadeva come se non appartenesse più a lui».
In questo romanzo polifonico, la voce principale è quella di Angelo. Grazie al discorso indiretto libero e all'uso del linguaggio di borsa e dello slang giovanile, il lettore è collocato nelle frequentazioni, nelle abitudini e nella mentalità di Angelo. Si scopre un'identità già cambiata dal crimine, concentrata sulla propria conservazione, che si interessa solo al guadagno e alla forma fisica. Angelo crede che il destino di un essere umano sia tutto scritto nel codice genetico, come spiega la metafora temporale del titolo: i «buzzurri», cioè gli uomini come Giuliano, comandano e hanno bisogno di persone come lui per i profitti. Però è anche un'identità fragile. Le sue certezze salde che gli prospettano un ottimo futuro, vacillano quando si reca a Napoli per incontrare il «capo». Il ritorno alla terra d'origine stimola la memoria che, riaffiorando in modo imprevedibile, lo costringe a lottare con quello che era prima di cominciare la sua ascesa nella criminalità organizzata. Il valore salvifico del ricordo è interrotto dalla visione «dei panorami da sogno, dove non si può perdere», cioè il futuro derivato dal guadagno e dal sacrificio delle sue speranze giovanili. A Napoli si incontra con Giuliano e il «capo» non solo per chiarire un affare, ma anche per stabilire chi è dentro o fuori dalla vita, cioè chi ha superato la prova del fuoco della nuova lotta per la vita, fatta di intrighi tessuti tramite gli sms, oppure non ne è stato capace.
Grazie a Previsioni del tempo, la denuncia dei noir di ecomafia di Edizione Ambiente non tratta solo le attività dei clans mafiosi, ma si arricchisce della tematica del loro effetto sulla vita delle persone, coinvolte o estranee. In una nuova Italia, in cui ogni cosa sembra essere facilmente gestibile in quanto prevista, le nascenti speranze, come quelle dei due poliziotti omosessuali di rinunciare alla menzogna e di vivere insieme, sono disattese dalla nuova criminalità. Nel testo è centrale la figura della pantera nera fuggita, che incontra tutti i personaggi, perché rappresenta il clima di sospetto e di paura che rovina o sta per intaccare ogni cosa. Chi vuole uscire dal circolo vizioso della violenza si ritroverà senza alternative; invece chi crede di dominare la nuova epoca si scopre sottomesso a un «capo» o alienato da un sistema che non riconosce più.


(pubblicato su www.romanoir.it il 29.05.2008)

   



Roma Noir 2007
Luoghi e nonluoghi nel romanzo nero contemporaneo

a cura di Elisabetta Mondello
(Robin Edizioni 2007)
























Concorso Letterario
Roma Noir 2008
per tre racconti inediti


Vincitori

1° classificato
Il focolare
di
Davide Martirani

2° classificato
Vedo nero (Baby E.)
di
Andrea Floris

3° classificato ex aequo
La cosa nera
di
Roberto Santini

3° classificato ex aequo
La bellezza
di
Marco Bocci


Leggi i racconti

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Che cos'è Roma Noir?
Non è una nuova etichetta dell’ipermercato culturale contemporaneo. Né l’ennesimo slogan a effetto, in anni in cui tendenze e scritture vengono spesso definite a partire dai titoli delle antologie che lanciano i giovani esordienti.
Dal 2003 Roma Noir è un appuntamento annuale all’Università di Roma “La Sapienza”. Uno spazio che tenta di incrociare e di far dialogare due territori, quello di chi (scrittori, critici, case editrici, direttori di riviste) in questi anni ha “sdoganato” definitivamente il noir dal ghetto della letteratura di second’ordine con quello dell’Università, intesa nel senso delle sue componenti (studenti, docenti e, fisicamente, aule di un ateneo) ma soprattutto quale luogo di creazione/trasmissione di un’idea del mondo che, nel caso della letteratura, frequentemente si mantiene distante da alcuni ambiti della produzione e della lettura.
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